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SPETTACOLO TEATRALE


" Nato in casa "

di Grazia Dentoni
con Giancarlo Murranca, Raffaello Ugo e SARfilm


"Tu speri che ti cadano le catene che porti nascoste dentro e
ti si accendano le lampade spente, da sč? senza alcuna volontā da parte tua?
Dė tu! se sei un uomo, creatura viva dell' universo, dė tu! cosa vuoi fare?
Cosa voglio fare? Una e basta, voglio fare da me.
Nell'universo dove sono, dove sia, voglio fare da me!
Voglio essere vomere che ara in terre d'odio per farci crescere amore,
voglio essere radice di pianta secolare
per farci passare nel tuo tronco vuoto, fiumi di onde di godimento."
(Demuro)


Partiamo dalle informazioni che in questi anni sono passate sui giornali, quelle che all'improvviso hanno destato l' attenzione sulla situazione della nostra terra, sino ad arrivare agli ultimi episodi di "trasloco" delle forze armate.

Partiamo dalla cultura sarda, dagli uomini e dalle donne sarde. Per secoli hanno subito invasioni e non hanno perso la propria tradizione. Percependo il pericolo dell' estinzione della memoria, hanno sempre custodito gelosamente il proprio patrimonio culturale, cosė anche il legame ancestrale con la terra e con il cielo.

Partiamo dalle tradizioni legate alla vita "semplice", purtroppo ormai quasi dimenticate anche a causa dell'assedio di popolazioni militari che impongono a piccoli paesi un altro stile di vita.

Partiamo da noi che lavoreremo al progetto, noi che ci siamo resi conto di quanto č debole la nostra voce rispetto a una qualsiasi nave-balia (officine mobili e basi di rifornimento per sommergibili e navi soccorso sommergibili. Principale funzione č riparare: riparazione sistema propulsione, sistema lancio, revisione missili. Fornisce nafta, olio lubrificante, composizione d'acqua per reattori nucleari, siluri, missili anti-sommergibile.) parcheggiata nei nostri porti. Parliamo dell'ultima operazione "Destiny glory".

Partiamo da interviste che in parte abbiamo fatto e che faremo a gruppi di informazione e controinformazione, sia locali che internazionali. Interviste agli abitanti dei luoghi occupati (i vecchi cosa ne pensano, e i bambini cosa ne sanno?)




 
   
   
 
 
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